IMG-20170719-WA0029Senza prendere le distanze

(di Valeria Ricci)

Ci sono numerose sottoattività che nessuno conosce, e che sono la parte più intima di ciascuno di noi. Si custodiscono gelosamente per non far perdere quell’importanza che hanno. E’ impagabile pensare che esiste una parte che gli altri non sanno decifrare. Anche se si riduce tutto ad un “è quello che vedi”. Il peso del giudizio altrui condiziona ed omologa è innegabile.

Bisogna dunque imparare a risalire la corrente in senso contrario, lo si deve a se stessi e al proprio intelletto. Ed è così che ci si trasforma contro il “perfetto a tutti i costi” e si “sfoggiano in passerella” le peggiori facce, mostrandole senza paura, mettendoci la faccia..per davvero però!

Cos’è il bello? 

Ed il brutto? 

Sono concetti relativi o assoluti?

L’imperfetto è quello che si tende a nascondere “sotto il tappeto”.

Il bello, quello senza “filtro”, sta nel cogliere l’imperfetto che risiede naturalmente in ognuno di noi, senza rigettarlo. Solo così c’è l’accettazione, quella totale.

Lo strano non straniero e rifiutato, ma accolto e consolidato.

A chi non capita di improvvisare, improbabili espressioni frutto di ironia scanzonata!

Improvvisare, qualcosa che sia il più distante possibile dalla propria fisionomia, abbatte i limiti (soprattutto mentali) del “così come mi vedi” riportando ad un “quello che non immagini”.

Ma chi osa davvero farlo e mostrarlo? Solo chi non sente il giudizio altrui, anche a fronte delle additate “stranezze”.

Beh se quelle stranezze sono l’alibi per sentirsi se stessi, allora si è davvero a casa. A casa propria, in quel luogo sicuro che si chiama consapevolezza di se stessi.

Non ci sono più limiti e le distanze non esistono.

Mettersi dei limiti è una dichiarazione di resa ed è una guerra dell’io a se stessi.

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