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La BioMeccanica (non) attoriale emozionale


LOCANDINA DEFINITIVA CONVEGNOTRADIRE IL QUOTIDIANO PER SORPRENDERSI: TEATROINBOLLA IN CONCERTO.

Una memorabile giornata sapientemente descritta da Gaia Gulizia.

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TRACCE DI ESPERIENZA DI TEATROINBOLLA


Tra teatro e terapia scorre l’atto creativo attraverso il quale ognuno di noi può finalmente rappresentare l’essenza della verità.

Le finalità di un progetto TeatroInBolla sono mirate innanzitutto alla creazione di un gruppo coeso e solidale, che possa basarsi sul concetto di fiducia, dove l’ “accoglienza” sia da parte del setting di lavoro che del gruppo stesso, diviene punto di riferimento per ogni lavoro introspettivo individuale.

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Ph: Paola Albini

L’obiettivo è quello di dare vita principalmente al linguaggio del corpo in tutte le sue sfumature, con una graduale ma sempre più intensa interazione con gli altri linguaggi corporei dei partecipanti. Prima di arrivare alla comunicazione verbale occorre esplorare quella visiva (il non-detto), sfruttandone le potenzialità all’interno del lavoro di gruppo. Per ultimo, l’espressività verbale come naturale punto di congiunzione conclusiva. L’obiettivo, sin dall’inizio del lavoro, è quello di garantire l’atto creativo, come qualcosa di unico, speciale ed irripetibile. Un lavoro impostato costantemente sull’alternanza di due ruoli, perennemente interscambiabili: il non-attore (colui che esegue la performance) e lo spett’attore (colui che osserva la performance all’interno dello spazio scenico, essendone però parte integrante ed interattiva).

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“Bolla di lavoro”    Ph. Paola Albini

Bolla di lavoro

Il setting diviene il punto di riferimento di extra-quotidianità per tutti. Un lavoro impostato come se ci si trovasse all’interno di una grande bolla trasparente, nella quale in ogni momento si accede o si fuoriusce senza creare una soluzione di continuo. La Bolla “accoglie”, ammortizza le cadute (le paure?) ovatta, separa dall’esterno, ma non in modo netto data la sua trasparenza. Permette una sorta di osmosi e di impatto visivo con l’esterno, mantenedone la peculiarità. La Bolla accudisce ma non separa totalmente. Nei lavori individuali ognuno darà vita alla propria creatività all’interno della propria “micro-bolla” (spett’attore), sottolineandone l’esclusività, costantemente relazionata al resto del gruppo dentro la “bolla-madre”. Il vero padrone della scena sarà solo la CORALITA’.


E’ nella nostra trasparenza che possiamo ritrovarci. Cadere nella morbidezza della nostra Bolla. Cadere e frantumarci sommersi dai nostri errori, per poi dare vita alla nostra creatività. Non serve colpevolizzare l’errore, ma farlo divenire il vero punto di partenza. Cadere…sbagliare…ricadere…sbagliare…cadere…per poi rialzarsi…ED ESSERE MERAVIGLIOSAMENTE IMPERFETTI NELLA PERFEZIONE SCENICA.


Diretto da Salvatore Ladiana

TeatroInBolla è membro del Comitato CNTiC logo

  e affiliato a

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10 thoughts

  1. Ciao. So da Consuelo che avete attivato un corso per ragazzi. Mia figlia ha 11 anni e vorrebbe iniziare questa nuova esperienza. È possibile? Grazie in anticipo.

    Gioia Del Puppo

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